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Marmo e scultura

Le cave sono uno spettacolo fatto di luci e riverberi, sottili striature, tagli armonici e geometrici. Cave a cielo aperto che si attaccano marmoree, cave in galleria simili ad immense cattedrali bianche scavate proprio nel cuore della montagna: spettacoli unici in grado di creare emozioni forti e ami uguali, luoghi magici e sorprendenti. Il tagliatore, il segatore, il filista, lo scalzatore, il tecchiaiolo, il riquadratore, l'incisore, sono le storiche figure legate alla tradizione del marmo: personaggi epici, irripetibili, padroni di un mestiere antico come il materiale rubato alla montagna. E insieme a loro gli uomini che componevano le compagnie della lizza, specializzati nel far scendere a valle i blocchi di marmo estratti. Un antico sistema rimasto in uso fino alla fine degli anni settanta: i blocchi venivano posti sopra una specie di slitta di legno detta lizza, calati lungo pendenze vertiginose mettendo, sotto la slitta, traverse di legno insaponate. Pericolo, fatica, passione, uno spettacolo struggente che attira migliaia di spettatori a seguire, in estate, le manifestazioni che la ripropongono.

Materia prediletta dagli scultori, il marmo apuano soppiantò dapprima il marmo Pario greco nella costruzione delle ville patrizie, delle strade e dei monumenti, e dopo l'anno Mille, con la ripresa dello sviluppo urbano, fu finalmente apprezzato per le qualità che lo contradistinguono rispetto a quello estratto in altre zone: la bianchezza, la solidità, la straordinaria purezza che ne agevola la lavorazione. Toccherà al genio di Michelangelo esaltare a pieno le caratteristiche del prezioso marmo statuario apuano, contribuendo con la sua scelta e con la sua autorità del suo giudizio a dargli la forma universale destinata a durare nei secoli.

Da Roma la fama di Carrara si estende agli altri paesi europei, e il marmo diviene la principale risorsa del piccolo Ducato di Massa Carrara, tanto che, a metà del Settecento, viene istituita l'Accademia di Belle Arti allo scopo preciso di migliorare la formazione degli scultori e degli artigiani del marmo oberati di commissioni e incarichi sempre più numerosi e diversificati. Dall'Accademia nasceranno alcuni dei principali protagonisti della scultura italiana dell'Ottocento, come Pietro Tenerani, Carlo Finelli, Luigi Bienaimé.

Il rapporto tra il marmo di Carrara e i protagonisti della scultura non è mai venuto meno, come testimonia la presenza costante di artisti di ogni formazione e provenienza anche all'inizio del Novecento: i carraresi Carlo Fontana e Arturo Dazzi, e poi Francesco Messina, Mario Sironi e Arturo Martini che, negli anni Trenta e Quaranta, realizza a Carrara tutte le sue opere in marmo indicando la strada per la ripresa della scultura. Proprio un suo allievo, Alberto Viani e poi Carlo Alberto Signori che arriva da Parigi, inducono nei laboratori il linguaggio della scultura non figurativa, aprendo la strada agli artisti contemporanei che verranno a sperimentare la tenuta plastica del marmo in realizzazioni astratte o informali, conferendogli rinnovate capacità espressive. Carrara continua così ad essere un punto di riferimento per gli scultori di tutto il mondo.

Nel 1982 nasce il Museo del Marmo, che contiene una interessante marmoteca con oltre 300 campioni di marmi italiani ed esteri, sculture contemporanee e calchi di statue antiche. Da visitare la sezione dedicata all'archeologia del marmo, dove sono documentati i luoghi dell'escavazione, mappe e reperti di antiche cave romane.

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